RESPINTO DALL’IMMIGRAZIONE GIAPPONESE

Oggi voglio raccontarvi la mia disavventura con l’immigrazione giapponese che risale alla richiesta  del primo student visa. Spero che sia di aiuto ha tutti quelli che come me si sono trovati in un’altra parte del mondo ed hanno deciso di applicare il visto senza tornare in Italia.

La mia prima applicazione comincia nel settembre del 2014 è si protrae fino alla fine del febbraio 2015. In tutto l’arco di tempo la scuola per conto dell’immigrazione mi ha chiesto i documenti necessari, io per maggior sicurezza, anche se avevo ricevuto conferma positiva dalla scuola, ho chiesto sia all’ambasciata di Roma è al consolato giapponese di Perth ( Australia) se potevo applicare nel mio caso direttamente in Giappone una volta ottenuto il foglio di eleggibilità dal l’immigrazione. Entrambi non ritenevano un problema la mia situazione, la scuola aveva chiesto ai rispettivi uffici ed aveva ottenuto una risposta positiva. Quindi pago la scuola ottengo documenti (che sono arrivati prima del pagamento,  diciamo che la scuola si è fidata ) Arrivo all’aeroporto di Narita chiedo informazioni, loro gentilmente mi portano nella sala interrogazioni, poi per rendersi le cose facili mi fanno un visto turistico è scaricano la cosa sul l’ufficio dell’immigrazione di Tokyo il quale, mi rimbalza a quello di Sendai.

Qualche giorno dopo mi  dirigo agli uffici di Sendai, una gentilissima signora, che si occupa di ricevere  e smistare le applicazioni di qualsiasi visto, parlando in inglese mi consegna un modulo è mi dice che non ci sono problemi ma allo sportello comincia la diatriba sul visto. Mi trovo davanti ad un giapponese che sottolinea una omessa procedura. Essendo italiano devo applicare in Italia ricevere l’adesivo, con quello una volta che sono all’aeroporto a Narita mi verrà consegnata la carta di identità giapponese( priva dei timbri di residenza e il permesso per poter lavorare) .




Morale della favola la mia richiesta è legittima ma essendo inusuale loro preferiscono evitare lasciando il problema da risolvere a me. Alla mia affermazione ” potrei usare questi soldi nel vostro paese” la risposta è stata “questa è la procedura” . Chiamata la scuola ( dopo le mille scuse ricevute) scopro che la direzione dell’ufficio è cambiata quindi i nuovi sono più fiscali. Non mi rimane che prendere un volo per l’Italia. All’ambasciata giapponese a Roma ottengo l’adesivo del visto sul passaporto in una mattinata. Due settimane dopo all’arrivo all’aeroporto di Narita l’ottenimento del documento d’identità giapponese avviene in automatico, in quel momento ho capito il sistema giapponese; sono abituati a seguire una procedura, sempre solo quella, ogni cosa che può essere diversa, anche se priva di complicazioni, destabilizza la loro normalità quindi può essere un problema. Il quale rimane il tuo problema perché le regole sono regole è non si discutono. 

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