KANAMARA FESTIVAL DEL PENE DI FERRO

KANAMARA FESTIVAL DEL PENE DI FERRO

L’idea di un festival del pene può sembrare assurda non possibile, ma in realtà è una tradizione religiosa shintoista che molti giapponesi conservatori prendono sul serio. Eccoci in uno dei festival giapponesi più strani ma con un passato molto importante. L’aspetto centrale del festival si svolge intorno ai carri mikoshi che vengono esposti in una processione che coinvolge parte del quartiere con relativo blocco delle strade.

Kanamara matsuri Tokyo

Canamara Matsuri Tokyo

A Kawasaki, un sobborgo di Tokyo, c’è il santuario Kanayama (金山) che racchiude nei suoi locali il Wakamiya Hachimangu (若 宮 八 幡 宮), una sorta di santuario secondario dedicato alla dea della creazione Izanami, una divinità della religione shintoista. Quando diede alla luce suo figlio Kagutsuchi, il dio del fuoco, bruciò i suoi organi riproduttivi e morì. Il Wakaiya Hachimangu è un santuario quindi dedicato alla salute sessuale. Dall’era Edo, la gente pregava in quel santuario per riprendersi dalle malattie sessualmente trasmissibili che all’epoca erano molto diffuse in Giappone.

 

 

 



Kanamara matsuri Tokyo

Sebbene il festival al santuario risale a secoli fa, la festa è iniziata solo nel 1969. Kanamara (金 ま ら) significa letteralmente rubare il fallo. Simboleggia la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche più ampiamente la fertilità e l’armonia sessuale in una coppia. È anche diventato un simbolo per il movimento LGBT per mostrare un idea di libertà sessuale senza blocchi sociali.

Consiglio di visitare il festival in anticipo per trovare un buon posto per fare foto, ogni anno partecipano decine di migliaia di persone ( moltissimi turisti). Potete trovare anche dolci particolari a forma di organi sessuali di entrambi i sessi e statue a forma fallica dove moltissime persone si fanno le foto.



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gio

Qui potete trovare il mio diario ,qui è dove vi parlo delle curiosità del Giappone . Qui troverete vari video e info utili divertitevi e condividete .

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