LA PROSTITUZIONE IN GIAPPONE

MA IN GIAPPONE ESISTE LA PROSTITUZIONE?

Si la prostituzione esiste in Giappone anche se c’è una legge che lo vieta. Secondo la legge giapponese tra un uomo o una donna non si possono avere rapporti sessuali in cambio di denaro. È, quindi, tecnicamente illegale fare sesso con una prostituta, ma ci sono casi dove la polizia arresta donne sia di nazionalità giapponese e non per la vendita della prestazione sessuale. Comunque, puoi toccarla, vederla indossare il suo abito da compleanno o persino farti fare il bagno da lei, strano? Vi spiegherò di cosa sto parlando.

Ma se un uomo entra in un hotel con una escort può essere arrestato ?

Non è proprio così,  ogni legge ha le sue scappatoie. La legge dice che la escort in Giappone non possono fare sesso in cambio di soldi giusto ? E se non il servizio pagato non sia l’atto sessuale ma qualcos’altro?  Per renderlo legittimo, l’agenzia che fornisce la ragazza ( o ragazzo ) dovrà solo organizzare una lista di servizi per l’eventuale cliente, servizi che non prevedono il rapporto sessuale, dimostrato che il cliente sta usufruendo di determinato sevizio quello che succede dopo è legittimo quindi, per la polizia giapponese provare il contrario diventa molto difficile. Ai loro occhi ora loro sono una “coppia” e libera di fare quello che vogliono. Ecco perché in Giappone il numero di servizi sessuali e non ha un mercato che frutta milioni di euro.

Yoshiro Hatano, Ph.D. e Tsuguo Shimazaki hanno scritto nell’Enciclopedia della sessualità: [Prima del 1948 e dell’emanazione della legge per la regolamentazione delle imprese che incidono sulla morale pubblica, la prostituzione non era un reato penale. La legge sulla prevenzione della prostituzione del 1956 concesse ai quartieri a luci rosse del paese un anno di grazia, dopodiché le stimate 260.000 prostitute nei 50.000 bordelli finora autorizzati avrebbero dovuto trovare altri mezzi per guadagnarsi da vivere. La legge del 1956 vietava anche la schiavitù sessuale e la pratica di vendere le figlie nel commercio dei bordelli. Nuove revisioni della morale pubblica furono aggiunte nel 1984. [Fonte: Yoshiro Hatano, Ph.D. e Tsuguo Shimazaki Encyclopedia of Sexuality, 1997

Purtroppo In passato molte figlie venivano vendute dai genitori ai bordelli dove divenivano prostitute, che sia per debiti o comunque per soldi lavorando fino a quando il debito non veniva pagato. Se una prostituta si ammalava e perdeva i suoi clienti rischiava essere abbandonata per strada. Molti di questi bordelli per paura che le ragazze infelici  e depresse da questa vita si suicidassero fu vietato ai samurai  di portare le loro spade all’interno.

 

COSA CENTRA LA YAKUZA ?

Si dice che la Yakuza, la mafia giapponese gestisca le aree dove i vari negozi sono collocati per offrire svariati servizi che vedremo in seguito. Esempio nell’area di Kabukicho è il luogo in cui vengono gestite la maggior parte delle loro attività. Non tutti i bar e i club sono gestiti dalla Yakuza, ma la loro presenza è sufficiente a tenere tutto sotto controllo.

Girare n questi quartieri non è pericoloso ( esempio Kabukicho) perché loro ci tengono a mantenere una certa sicurezza il motivo è molto semplice : sicurezza vuol dire più clienti e più soldi.

RED LIGHT DISTRICT IN GIAPPONE 

Il “mizu shobai” (industria del sesso) è presente nel paese in tante varietà di locali come il snack bar,  girls bar e hostess bar a tipologie come soapland e centri massaggi  fino ad arrivare al dark side che si vede in molti documentari in rete.

Sebbene ci siano specifiche aree dove si trovano i quartieri a luci rosse, i bar per hostess sono molto comuni e visibili sia a Tokyo che in tutto il Giappone. Al di fuori dello sfarzo nel centro di Tokyo, troverai tra i normali ristoranti, scuole di lingua, caffè e karaoke una serie di “pub” dal nome esotico (come vengono spesso chiamati) con un cartello che raffigura una serie di giovani eleganti ragazze.

Bisogna stare attenti in questi locali perché si potrebbe andare in contro a bevande annacquate, ma rischi anche che i tuoi drink aumentino più di quanto ne avevi ordinati , il rischio che vedi addebiti enormi (seriamente, pensa a milioni di yen) sul conto della tua carta di credito. E ci sono molte storie riportate dalla polizia di incidenti accaduto a molti stranieri.

RED LIGHT DISTRICT 

QUARTIERE A LUCI ROSSE KABUKICHO SHINJUKU TOKYO

Kabukicho è un distretto situato nel quartiere di Shinjuku, nella parte ovest di Tokyo. Di giorno le vie sono tranquille ma è di notte che l’atmosfera cambi con l’apertura di molti particolari locali.I bar popolari confinano con luoghi più privati ​​come love hotel e soapland dove a volte avviene la prostituzione, come riportato dalla polizia che trova che non seguono le leggi. Di giorno, il quartiere sembra molto tranquillo, con grandi teatri classici, negozi,  alcuni grandi hotel e tanti ristoranti di cucina giapponese. Pensa che alla fine del 19° secolo, questo distretto chiamato Tsunohazu era solo una vasta zona paludosa. Successivamente, i bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero le aree residenziali. Durante la ricostruzione, il quartiere commerciale avrebbe dovuto essere costruito attorno a un teatro kabuki, che alla fine non fu mai costruito. Solo il suo nome è rimasto nella Storia.

È durante le notti che le strade di Kabukicho si animano, in un’abbondanza di insegne luminose con musica assordante che fuoriesce dalle case. Questo è il cuore del quartiere: tonnellate di bar (anche per omosessuali  e lesbiche), night club, karaoke, izakaya, pachinko rooms, love hotels  e altri kyabakura (cabaret-club per host e hostess).

GOLDEN GAI

Golden Gai Shinjuku Kabukicho

Nell’era Showa (1926~1989), nasceva un quartiere pieno di piccoli locali, la maggior parte dei quali può ospitare solo circa 8 persone al massimo, offre un’atmosfera intima e nostalgica come nessun’altra. Ritornando all’epoca in cui il Giappone si stava riprendendo dalla seconda guerra mondiale , nel momento della ricostruzione del paese questo locali allietavano le serate dei salaryman dopo una lunga giornata di lavoro.

QUARTIERE A LUCI ROSSE DI OSAKA 

TOBITA SHINCHI 

Il quartiere a luci rosse di Osaka è nato all’inizio del 1900 e divenne il più grande nell’ovest del Giappone, nonostante il divieto di prostituzione.

Sebbene la prostituzione sia ufficialmente vietata in Giappone dal 1958, le attività praticate nel quartiere a luci rosse sono inequivocabili e ingegnosamente architettate.

I vecchi bordelli, allineati uno accanto all’altro, potrebbero essersi ufficialmente convertiti in “ristoranti giapponesi” (Ryoutei 料 亭) e le signore dichiarate “cameriere”, tuttavia molte di queste attività fanno poco sforzo per nascondere le loro attività.

È quindi facile vedere al piano terra, una stanza dell’ingresso principale che affaccia sulla strada  che “mostra” una donna dietro un vetro, o seduta in attesa di qualche passante. Accanto a lei c’è un’altra donna anziana che gestisce il locale e parla con i clienti e proprio accanto alla stanza c’è una scala per salire al piano di sopra…lasciamo spazio all’immaginazione.

Tobita Shinchi website 

ALCUNE TIPOLOGIE DI LOCALI A LUCI ROSSE IN GIAPPONE

FASHION HELTH

Fashion Health sono dei centri massaggi che  offrono una viaria gamma di servizi i quali si fermano prima del rapporto sessuale, agitando così l’ostacolo della legge. Questi centri si trovano in genere nella maggior parte delle grandi città giapponesi, In alcuni casi per pubblicizzare l’attività  pubblicano le foto delle loro dipendenti ( o massaggiatori )  “massaggiatrici” fuori all’ingresso, le immagini danno una prima idea dei servizi offerti altri servizi verranno esposti al cliente quando sarà entrato.

KYABAKURA

Il kyabakura, o chiamato anche hostess club ( host club ), è un tipo di locale molto presente sul territorio giapponese.  Per chi vive in Occidente questa tipologia di locali è strana da capire e soggetta a una interpretazione sbagliata. Questa  idee sbagliata  , ad esempio,è  la convinzione che questi club siano una copertura per la prostituzione. Il servizio offerto dalle ragazze e semplicemente di compagnia, dialogo e intrattenimento. Nulla toglie che ci siano donne tentate dalle grandi offerte di denaro e dai costosi doni che i clienti concedono a loro, quindi la scelta di fare sesso in cambio di denaro fuori dal locale è soggettiva, illegale , e pericolosa per la donna ma non richiesta dal club.

L’obiettivo di una hostess è quello di intrattenere la sua clientela, facendola sentire  soddisfatte nella richiesta di tutte le sue esigenze e mettendola al centro dell’attenzione durante la sua permanenza nel locale, curandosi del bere, ( sul quale lei prende una percentuale), all’ascoltare, cantare ecc . Dai dirigenti  ai possessori di salariato medio, i club possono accogliere tutti i tipi di persone. Più una hostess riesce a far trascorrere tempo al tavolo con lei ai suoi clienti, più guadagna. Si parlare da poche centinaia di euro in una notte a migliaia in un mese, stipendi che nessun altro lavoro potrebbe garantire.

DELIVERY HEALTH 

Qui andiamo sul piccante, conosciuti come Business Trip Health, Shucchou Health o Deriheru, è la possibilità di richiedere una ragazza / ragazzo direttamente al proprio hotel, love hotel o domicilio.

Ovviamente questo servizio segue la legge in materia di prostituzione quindi non può vendere la possibilità dell’atto sessuale in se ma tante altre cose che chiameremo servizi XXX non sono vietati, differenza di molti luoghi di intrattenimento per adulti in Giappone, sono disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

PINK SALOON

I pink saloon  (ピンクサロン, pinkusaron), o pinsaro (ピンサロ) in breve, è un tipo di bordello in Giappone specializzato nel sesso orale. Questi locali evitano di andare contro la legge perché non offrono il servizio dell’atto sessuale in se ma una serie di servizi che comprendono anche  la somministrazione di cibi e bevante, operando senza docce o stanze private  e limitando i servizi forniti alla fellatio. Ma in alcuni casi questi saloni possono anche offrire altre attività aggiuntive come sumata (sesso intercrurale) una pratica erotica che prevede di raggiungere il piacere solo tramite lo sfregamento dei corpi senza l’atto sessuale in se chiamato anche ” orgasmo secco” . I pink saloon si trovano in tutto il Giappone.

SOAPLAND

Soapland deriva dall’unico ne di due parole soap and land e fa parte dell’industria a luci rosse  giapponese. L’idea nasce dai bagni pubblici turchi, dove uomini giapponesi  andavano a farsi fare il bagno da giovani donne. Le Soaplands erano precedentemente conosciute come toruko-buro, che significa bagno turco. Lo studioso turco Nusret Sancaklı iniziò una campagna nel 1984 denunciando l’uso del termine e vincendo un concorso nazionale per rinominarlo, cambiandolo quindi in Soapland. Il sistema che regola i soapland è semplice ma anche questo segue le norme sulla prostituzione anche se capitato che la polizia giapponese chiudesse alcune di queste attività per prestazioni illegali. Il concetto base è di scegliere una ragazza la quale si occuperà del lavaggio del corpo de cliente in ogni dove, massaggio e in alcuni casi masturbazione ( non vietata dalla legge). Molti uomini ( anche sposati) trascorrono qualche ora in questi club per scappare dalla routine quotidiana. Io costo può partire da poche centinaia di euro ( 25.000 a 100.000 yen  ).  I soldi che vengono pagati al club sono SOLO quelli del servizio bagno, alcune ragazze potrebbero proporre qualcosa di illegale a loro rischio ⚠️, in questo modo il locale non viene penalizzato.

SUMATA
Sumata 素股 è una tipologia di rapporto sessuale che non prevede nessuna penetrazione ( quindi legale ). In inglese la parola con la quale viene tradotta è dry sex o dry humping, avviene solo uno sfregamento tra i due corpi. Un modo per aggirare la legge. 

FETISH IN GIAPPONE


CUDDLE CAFE IL CAFE DELLE COCCOLE

Il cuddle cafe è un negozio specializzato in co-sleeping offrendo servizi come abbracci e coccole e piccoli altri servizi che non riguardano prestazioni sessuali, con ragazze ideato per  uomini soli che vogliono un po’ di conforto dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro.

Compresi nei servizi, a pagamento, puoi anche far vestire la ragazza a tuo piacimento ( cosplay) , appoggiare la testa in grembo o sulle gambe, lasciare che la ragazza accarezzi testa, in alcuni casi anche la pulizia delle orecchie.

I caffè delle coccole sono un modo per scaricare lo stress e l’ansia ricevendo un caloroso abbraccio alla fine della giornata ed è un servizio molto popolare tra i salaryman in Giappone e gli studenti che sentono il bisogno di essere confortati e amati anche se è solo per finta.

FETISH DELLE MUTANDE IN GIAPPONE

L’abbigliamento usato era originariamente venduto nei negozi conosciuti come Burusera in tutto il Giappone. Burusera è una combinazione di due parole, buruma che significa calzoncini e sera-fuku che significa abito da marinaio, che è l’uniforme scolastica tradizionale in Giappone. Questi negozi erano noti per la vendita di uniformi da scolaretta usate, costumi da bagno, abbigliamento da palestra, calzini e indumenti intimi. L’oggetto era accompagnato da una foto della scolaretta che lo indossava per garantirne l’autenticità. Le studentesse parteciperebbero a queste pratiche come mezzo per guadagnare un reddito extra.

La popolarità di questo ha fatto sì che alla fine i distributori automatici di biancheria intima usati iniziassero a diventare uno spettacolo comune in un paese che apprezza molto l’efficienza. Fino al 1994, quando ci fu un giro di vite sul negozio Burusera e sui distributori automatici di mutandine usate, si potevano ancora trovare questi distributori automatici di mutandine usate nei luoghi più comuni.

Nel 1994 il Giappone ha vietato la vendita di biancheria intima da scolaretta usata in quanto violava la legge sul benessere dei bambini. Hanno iniziato a rimuovere dalla strada i distributori automatici di biancheria intima usata. Questo, tuttavia, non ha fermato la domanda di mutandine usate. I negozi di Burusera sono appena diventati più “underground” e il divieto ha creato un mercato nero per le mutandine usate. I distributori automatici di mutandine usate esistono ancora ma di solito si trovano all’interno di un negozio sotterraneo.

SHIBARI O KIMBAKU ? BONDAGE IN GIAPPONE

In realtà in Giappone non si chiama shibari ma si chiama kinbaku. Nel mondo sottosopra del bondage con la corda giapponese ci sono persone che amano cose come il dolore lancinante o rimanere appese a testa in giù per lunghi periodi di tempo molti scomodi. 

Shibari non è il termine sbagliato per il bondage giapponese di per sé; è solo che non lo racchiude del tutto. Shibari (o shibaru) è un termine generico in giapponese che significa “legare”. Kinbaku è una parola più specifica che implica la tessitura di nodi intricati per legare e sospendere le persone per scopi erotici e talvolta artistici. Kin (緊) significa “stretto” e baku (縛) è “restrizione”.

Il termine shibari è diventato molto più comune a livello internazionale man mano che la pratica si è diffusa ed è stata adattata per il pubblico non solo giapponesi. Se dici “shibari” in Giappone, le persone probabilmente sapranno digli appassionati del genere.

Si crede che sia un’arte sacra e antica a cui alcuni giapponese partecipa segretamente.

Molti lo hanno soprannominato kinbaku una “antica tecnica giapponese per annodare le corde”, ma non è del tutto accurato. Sebbene il kinbaku abbia le sue radici in una pratica chiamata hojojitsu usata per legare i prigionieri in Giappone qualche centinaio di anni fa, il kinbaku non era noto fino all’inizio del 1900. La popolarità in Giappone fino al dopoguerra degli anni ’50. Ad esempio, i giapponesi e i soldati americani hanno scambiato riviste pulp raffiguranti donne legate durante l’occupazione.

Il kinbaku moderno è fatto per piacere, non per punizione, e coinvolge almeno due persone: il “rope top” o “rigger” (la persona dominante che fa la legatura) e il “rope bottom” (la persona sottomessa che viene legata). A volte queste due persone si scambiano i ruoli; altre volte, più di una persona potrebbe legarsi o essere legata allo stesso tempo.

Di tanto in tanto c’è un pubblico, ma tenete presente che qualunque sia la situazione, ogni volta che queste due parti giocano insieme, il loro appuntamento, anche se è totalmente privato, viene chiamato “scena”. Il consenso è una parte importante di ogni scena, qualcosa che era assente ai tempi dell’hojojitsu. 

In tutto il Giappone si possono trovare regolari esibizioni dal vivo, fetish bar, workshop e servizi che coinvolgono kinbaku. 

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TIPI DI FETISH TRA PRESENTE E PASSATO

In Giappone, la parola “fetish” è usata in modo molto casuale e ha un significato molto più leggero. La parola è usata anche tra i giovani  abbreviata in “fechi(フェチ)”.  Quindi “fechi” in giapponese significa solo una leggera preferenza sessuale. Sembra che il significato di “fechi” si sia avvicinato a “moe(萌え)”, che di solito definito come “sentimenti di forte affetto verso personaggi o personaggi degli anime”

Megane-fechi : fechi verso le persone che indossano occhiali.
Sakotsu-fechi: fechi verso le persone che hanno una bella clavicolare.
Te-fechi: fechi verso le persone che hanno delle belle mani (la parte più importante sono le DITA!).
Waki-fechi: fechi verso le persone che hanno una bella ascella.
Oshiri-fechi : fechi verso la bella anca (nella maggior parte dei casi, da maschi a femmine).

SEXY SHOP E SEXY TOYS IN GIAPPONE

Dai nomi famosi che fanno scalpore nella scena dei gadget sessuali come Tenga specializzato per gli uomini ai negozi di sexy toys  sparsi in tutto il paese per finire, ai negozi nascosti ( mica tanto )  ad  Akihabara troviamo negozi BDSM indipendenti di nicchia e tanti sex toy e un sexy store per tutti i gusti.

⚠️ STAI SEMPRE ATTENTO ⚠️

Come in ogni quartiere a luci rosse, i prezzi possono variare notevolmente a seconda del tipo di servizio, delle dimensioni del locale e, naturalmente, della bellezza e popolarità della ragazza o del ragazzo con cui si sceglie di trascorrere del tempo. Diverse tipologie di servizi sono disponibili nel quartiere a luci rosse; puoi pagare una escort in Giappone solo per chattare senza alcun contatto fisico o andare per un trattamento speciale. Inutile dire che più ti vuoi divertire più devi pagare.

Quindi, quanto costa?

Facciamo degli esempi ovviamente ogni attività commerciale al proprio menù ma giusto per dare un’idea. Anche se hai solo voglia di bere qualcosa in un locale, devi comunque pagare il cosiddetto “ticket d’ingresso”, che di solito si aggira intorno ai 7000 yen, al uni locali hanno i prezzi diversi dal giorno alla sera, altri hanno un prezzo d’offerta per cercare di aggiudicarsi il cliente e vincere contro concorrenza, questo ticket lo paghi prima di poter entrare nei locali.

Tuttavia, questo non significa che si tratti di un accordo “all you can drink”, che di solito potresti aspettarti per un prezzo così alto, ma ogni bevanda che bevi nel club verrà addebitata separatamente, quindi fai attenzione se prevedi di ordinare bevande una volta che sei all’interno. Se scegli una ragazza per compagnia, ogni ora che trascorri con lei brucerai qualche migliaio di yen. Alcuni club imporranno anche altri costi, ovviamente paghi anche il drink che beve lei. Ecco perché questo tipo di notte può costarti l’equivalente di centinaia di euro, anche senza minimamente toccare nessuna delle ragazze con cui parlerai.

Vuoi goderti qualcosa in più di una semplice conversazione? Preparati a spender ancora più soldi. I pink saloon , specializzati nel sesso orale, costano circa 6000 yen  a salire per soli 30 minuti e per ogni aumento di tempo il prezzo aumenterà in conseguenza.  Le esibizioni di pole dance ti riporteranno da 10.000 a 12.000 yen all’ora, e se stai cercando una escort premium  di “classe superiore” potresti spendere anche  80.000 yen o più per un paio di ore, ovviamente non stiamo parlando di rapporti sessuali perché illegali se sono a pagamento ( meglio ricordarlo sempre questo concetto).

Si sono verificati anche casi di prostituzione minorile,  perché la ragazza con cui alcuni clienti volevano passare del tempo era minorenne, alcuni di questi casi sono finiti anche sui giornali.

Come in ogni quartiere a luci rosse, le fregature possono capitare, esempio a Kabukicho ci sono stati casi dove alcuni turisti è stato proposto un prezzo basso da un promoter, ma quando arrivò  il conto era più alto di quanto inizialmente proposto.

Quindi quali trucchi usa il personale per far salire il conto ?

Una tipica strategia utilizzata dagli operatori di club consiste nell’addebitare costi aggiuntivi sul conto senza avvisare in anticipo i propri clienti, per poi inventare motivazioni apparentemente legittime in un secondo momento. Ad esempio, ti potrebbe essere offerto l’ingresso in un bar o in un club per 15.000 yen, ma alla fine ti verranno addebitati 20.000 yen in più. A cosa servono i 20.000 yen? Potrebbe esserti detto che si tratta di un supplemento obbligatorio per i nuovi clienti, una quota associativa obbligatoria o qualsiasi scusa con cui possono farla franca.

 

Se sei un ragazzo o un gruppo di ragazzi, ci saranno innumerevoli promoter che cercheranno di portarti nei loro club mostrandoti foto di hostess giovani e graziose. Non fidarti delle fotografie! Potresti vedere una ragazza dall’aspetto giovane nella foto, ma quando incontri di persona la ragazza promessa, a volte è chiaro che la signora in questione ha qualche decennio in più della foto.

SORRY JAPANESE ONLY

A causa della barriera linguistica, la maggior parte dei bar dei locali non accetta come clienti  stranieri. Potrebbe non esserci alcun cartello allingresso che lo indichi, in alcuni casi è scritto in giapponese o in inglese .

Se sei determinato ad entrare in uno di questi bar, prova a visitare questi locali con un amico giapponese, la paura alcune volte e data dal fatto che se non conosci bene la lingua non puoi capire i regolamenti ma soprattutto quanto ti costerebbe il servizio. Se viaggi lì con qualcuno che parla giapponese. Anche se sono spuntati molti siti specifici per i turisti con ragazze che parlano ” inglese ” . Oppure, se parli un po’ di giapponese, potresti provare ad entrare nei bar da solo. Conoscere un po’ di lingua base può rendere il tuo viaggio completamente diverso. 

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